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Come tutti gli anni vi consigliamo i vini per i pranzi di Pasqua e Pasquetta, e ovviamente i nostri consigli valgono per tutti i pranzi di questa primavera, che prevedono salumi, formaggi, paste imbottite, carni al forno o alla brace.
Partendo dalla tradizionale “fellata” di salumi possiamo iniziare con delle bollicine campane che ben si accompagnano agli antipasti grassi, pancetta e capicollo in primis. Un bel calice di asprinio di Aversa frizzante ripulirà la bocca e preparerà il palato al resto del pranzo. Chi gradisce un rosso frizzante può ben optare per il classico Gragnano da mantenere anche sulla lasagna e la pasta al forno. Evitare vini rossi troppo strutturati che necessitano di sapori più robusti e non sgrassano bene il palato come quelli leggermente carbonati. Sul tradizionale agnello al forno, un rosso giovane tipo aglianico o piedirosso o magari un bianco strutturato che ha visto il legno e qualche anno in bottiglia. Sulla colomba e la pastiera un bel bicchiere di passito, campano o siciliano oppure un rosolio digestivo come il finocchietto o il lauro.
Immancabile la scampagnata con picnic istituzionale appena la quarantena finisce. Che bere su salame e casatiello, frittata di maccheroni e carciofi? Sicuramente un vino non troppo alcolico poiché la giornata sarà lunga e dotato di un buon potere sgrassante. Qui ritorna d’obbligo il Gragnano o il Lettere, frizzanti e bevuti freschi. Ottima anche la birra, anche se tende un poco a gonfiare. Magari un goccio di Lambiccato dolce per concludere, da accompagnare a una fetta di pastiera o di crostata al cioccolato. E alla sera a casa, se vi è rimasto un po’ di cioccolata fondente un bel rum o cognac è quello che ci vuole. Valido sempre il consiglio di un grande Franciacorta o Champagne se vi regalano un grande culatello o un prosciutto da razze autoctone.
Marco Contursi

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