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25 anni di Trame Africane. «Il nostro anniversario non è una festa, ma un tempo di responsabilità»

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C’è un anniversario che non vuole fermarsi a guardare il passato. Venticinque anni possono essere il tempo dei bilanci, delle celebrazioni, dei ricordi. Per Trame Africane, invece, rappresentano soprattutto un nuovo punto di partenza.

Era il 24 luglio 2001 quando un gruppo di amici, già impegnati nel volontariato, diede vita all’associazione con un sogno semplice e insieme ambizioso: offrire alle persone che vivono nelle situazioni di maggiore fragilità del continente africano non assistenza, ma opportunità. La possibilità di costruire il proprio futuro attraverso l’istruzione, la formazione professionale, il lavoro, l’educazione sanitaria e la realizzazione di infrastrutture.

Oggi, a distanza di venticinque anni, quel sogno continua a camminare. Lo racconta con emozione il presidente Pasquale Coppola nella lettera che apre la Relazione di Missione.

«Scrivere queste righe nell’anno del venticinquesimo anniversario di Trame Africane porta con sé un’emozione difficile da descrivere», confessa. «Venticinque anni rappresentano un traguardo importante, fatto di persone, sogni condivisi e passi compiuti insieme. Un tempo lungo abbastanza da permetterci di guardare indietro con gratitudine, ma anche abbastanza delicato da ricordarci che nulla può essere dato per scontato.»

Nelle sue parole non c’è spazio per l’autocompiacimento. Anzi, il messaggio è chiaro fin dalle prime righe.

«Questo venticinquesimo anno non vuole essere una celebrazione. È soprattutto un tempo di responsabilità. Perché se creare è difficile, custodire e curare nel tempo lo è ancora di più.»

È il filo conduttore di una storia costruita giorno dopo giorno. Una storia fatta di scuole nate dove prima non c’erano, di laboratori avviati, di comunità cresciute, di bambini diventati adulti. Ma soprattutto di relazioni.

«In questi anni abbiamo costruito molto. Abbiamo visto nascere progetti, crescere comunità, cambiare storie. Abbiamo attraversato difficoltà economiche, momenti di stanchezza, dubbi e paure. Eppure, ogni volta, la forza della solidarietà ci ha permesso di andare avanti.»

Tra i risultati più significativi dell’ultimo anno c’è l’avvio della Scuola di Infermieri, uno dei progetti più importanti mai realizzati dall’associazione. Un investimento sul futuro che oggi coinvolge già cento studenti.

«Rappresenta molto più di un percorso formativo», scrive Coppola. «È una possibilità concreta di futuro, autonomia e dignità per tanti giovani. Vedere i primi cinquanta studenti iniziare questo cammino è stato motivo di grande orgoglio e speranza. A loro si sono aggiunti altri cinquanta studenti nel marzo di quest’anno, segno tangibile di un progetto che cresce e che guarda lontano.»

Ma il presidente invita a non fermarsi ai numeri.

«Dietro ogni numero ci sono storie vere. Ci sono ragazzi che studiano con sacrificio, famiglie che affidano ai nostri progetti le proprie speranze, volontari che dedicano tempo ed energie, sostenitori che scelgono di esserci anche nei momenti più complessi. È questa la vera forza di Trame Africane: una comunità che continua a credere che la solidarietà possa ancora generare cambiamento.»

Accanto all’orgoglio convivono però anche la consapevolezza delle difficoltà e la necessità di guardare al futuro con prudenza.

«Non nascondo che insieme all’orgoglio convivano anche timori e preoccupazioni», ammette. «Le difficoltà economiche, l’incertezza sociale e i cambiamenti del nostro tempo ci chiedono oggi ancora più attenzione, responsabilità e capacità di programmare il futuro.»

Eppure, proprio l’esperienza maturata in questi venticinque anni offre una certezza.

«Forse proprio questi venticinque anni ci insegnano la cosa più importante: che nessun traguardo si raggiunge da soli. Ogni progetto realizzato, ogni sorriso restituito, ogni opportunità creata nasce da una rete di persone che decide di condividere un pezzo del proprio cammino.»

È a questa rete che il presidente rivolge il suo ringraziamento.

«Il grazie più grande va a tutti voi. A chi c’era all’inizio e a chi si è unito lungo la strada. A chi sostiene Trame Africane con continuità e a chi sceglie, anche con un piccolo gesto, di diventare parte di questa storia.»

Lo sguardo resta rivolto in avanti.

«Guardiamo al futuro con realismo, consapevoli delle sfide che ci attendono, ma anche con la stessa speranza che venticinque anni fa diede inizio a tutto questo. Continueremo a prenderci cura dei progetti esistenti, a rafforzare quanto costruito e a seminare nuove possibilità, senza mai perdere di vista ciò che siamo: una rete di persone unite dal desiderio di trasformare la solidarietà in presenza concreta.»

Più che un anniversario, dunque, un impegno rinnovato. Perché, come dimostra la storia di Trame Africane, il valore di un’associazione non si misura soltanto negli anni trascorsi, ma nella capacità di continuare a costruire futuro insieme alle persone che accompagna ogni giorno.

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