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Il 16 dicembre 2022, grazie al Mondiale conquistato da capocannoniere con 8 reti in 7 gare, a luglio, nello stadio di Yokohama, in Giappone (Brasile-Germania 2-0, 67’ e 79’ Ronaldo), Luis Nazario de Lima Ronaldo, in arte il Fenomeno, calciatore che “non era nel tempo e leggeva il futuro nei dettagli invisibili”, unico nella storia ad aver segnato, da solo, in semifinale e in finale, vinse (dopo aver trionfato nel 1997) la 47ª edizione del Pallone d’Oro, ambìto premio organizzato dalla rivista francese France Football, precedendo Roberto Carlos del Real Madrid e Oliver Kahn del Bayern Monaco; il primo gennaio 2003 ci lasciò Giorgio Gaber, il “Signor G”, l’ultimo intellettuale di una generazione ormai estinta, un artista a tutto tondo in grado di dare il meglio di sé con il rock e con la scrittura teatrale, in TV o su un palcoscenico; l’Italia del calcio a 5, nel mese di febbraio 2003, mentre Eros Ramazzotti cantava “Un’emozione per sempre”, si aggiudicò gli Europei di Calcio a 5 sconfiggendo l’Ucraina (1-0); a Scafati, dopo quasi nove anni di amministrazione, si avviava a conclusione la seconda tornata amministrativa del Dott. Nicola Pesce che, non potendo ricandidarsi a Sindaco per la terza volta consecutiva, abbandonò Palazzo Meyer lasciando come patrimonio un ottimo lavoro intrapreso nel campo dell’edilizia scolastica, della riqualificazione del centro storico e delle politiche sociali.
Il Basket Scafati del tecnico Frank Vitucci concluse la stagione regolare al secondo posto ma, dopo l’esonero di Randy Childress, uno dei più grandi giocatori a vestire la casacca gialloblé, fu inaspettatamente eliminato ai quarti di finale dei play-off dal Castel Maggiore (2-3); la Scafatese calcio, dopo una stagione vissuta senza infamia e senza lode, si classificò nona in Eccellenza regionale.
Il Real Scafati Calcio a 5 era nato nel 1990/91 su iniziativa di Giovanni Cretella e si era iscritto al campionato regionale di Serie C nel quale militava anche il Calcetto Scafati (che, appena due anni prima, aveva giocato anche in Serie A). Nel 1991/92 le due squadre operarono una fusione e, contemporaneamente, si iscrisse in Serie C regionale una terza squadra di Scafati, la Pentacalcio del Presidente Giuseppe Carotenuto. Entrambe le squadre centrarono i play-off ma nessuna conquistò la promozione per cui, nel 1992/93, ci fu un’ulteriore fusione in un’unica squadra, il Real Scafati Calcio a 5, che raggiunse la Serie B nel 1997/98 e la Serie A2 nel 2000/01 con la seguente rosa: Gerardo Amoruso (portiere), Carmine Carotenuto (attaccante), Salvatore Cioce (portiere), Salvatore Dell’Aquila (centrale), Daniele Esposito (laterale), Giovanni Esposito (jolly), Massimo Falanga (jolly), Gianluca Massa (centrale), Simone Massa (attaccante), Pasquale Ruggiero (attaccante), Felice Scotto (centrale-capitano), Enea Tofani (centrale), Dario Tolentino (laterale). Presidente: Domenico “Mimmo” Casciello. Allenatore: Raffaele “Lello” Di Costanzo. Anche nella poule scudetto di Serie B il Real Scafati dimostrò la sua notevole forza d’urto, riuscendo a raggiungere la finale (dopo aver superato il Martina Taranto e la Infoware Roma) nella quale fu superata dalla fortissima compagine del Sisas Perugia.
Nel 2001/02 la Carotenuto Cars Scafati si piazzò quarta in A2 ma fu eliminata ai play-off dalla Mass Caserta (7-5; 2-5 dopo i tempi supplementari).
Nel 2002/2003 la Cosped Scafati Calcio a 5 del Presidente Raffaele Lupo, rinforzata dagli acquisti di Campano e Gadnik, puntava con decisione alla promozione in Serie A1. Questa la formazione (tra parentesi presenze e reti finali): Marcucci(22), Matrone(22,2), Loasses(22,22), Campano(23,36), Scotto(22,1-1 rigore), Russo(24,6), Gadnik(22,9), Oliva(26,6), De Falco(26,13), Mollo(28,18), Longobardi(23), Nastri(22), Castaldo(16,3), Borchiellini(8), Deda(5), Moirano(4), Carotenuto(4,2), Tolentino(3), Tufano(2), Busanca(1), D’Antonio(1), Prisco(1), Veniero1), Virzo Carlo(1), Virzo Francesco(1).
Allenatore: Vettosi, dalla ventunesima giornata Conte.
Dopo un inizio folgorante, con 4 vittorie in 4 partite, la svolta negativa: in trasferta contro il Brillante Roma, la Cosped era in vantaggio per 2-0 a otto minuti dal termine; a questo punto si verificarono scontri sugli spalti tra le opposte tifoserie e anche in campo; la partita venne sospesa e, pur ottenendo il 2-0 a tavolino, alla Cosped Scafati furono inflitti 3 punti di penalizzazione (in pratica, è come se le due squadre avessero avuto entrambe partita persa).
La squadra, pur accusando il colpo, riuscì a riprendersi, classificandosi terza al termine dell’andata; alla diciottesima, quinta di ritorno, dopo la netta vittoria sul Brillante Roma (8-1, con 3 reti di Guglielmo Loasses e 2 di Antonio Campano), gli uomini del Presidente Lupo si posizionarono a un punto dalla vetta (Atletico Palermo e Bellona Caserta 39, Cosped 38, Quartu 36); in questa gara, però, ulteriori incidenti costarono la squalifica del campo, cosa che compromise il cammino nel campionato.
Dopo la ventesima (Cosped-Quartu 5-8), venne esonerato Rossano Vettosi, sostituito da Ninì Conte. Al termine della stagione regolare, la graduatoria recitava: Atletico Palermo 60 (promosso in A1), Bellona 58, Quartu 57, Cosped 50.
Nel primo turno dei play-off, con due grandissime prestazioni, La Cosped eliminò il Quartu (8-3, 3-5) grazie a uno strepitoso Antonio Campano, autore di 7 reti complessive (alla fine miglior realizzatore della squadra con 36 reti); nel secondo turno (equivalente, in pratica, a una semifinale), la Cosped, dopo un doppio pareggio (3-3, 1-1), pur dominando la sfida di ritorno (giocata a porte chiuse; di fatto fu negato, con decisione presa sul posto, l’ingresso ai circa trecento tifosi giunti da Scafati a Caserta con i torpedoni), si arrese al Bellona Caserta, meglio classificatosi nella prima fase.
Come l’anno precedente, lo Scafati vide il suo sogno promozione spezzarsi e volatilizzarsi con molta amarezza e molte recriminazioni, pur essendo consapevole di aver regalato ai suoi tifosi “Un’emozione per sempre” perché certi attimi fuggenti sono destinati a restare nella memoria più di un trofeo vinto.
Guglielmo Formisano

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