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Il 28 aprile 2026 il Consiglio comunale di Scafati ha approvato l’affidamento dello Stadio Giovanni Vitiello alla Scafatese Calcio al termine di un’assise particolarmente tesa, segnata da grande partecipazione e dalla presenza di tifosi in forte fermento. La seduta, molto sentita in città, si è conclusa con l’ok definitivo a un’operazione attesa da tempo e più volte rinviata, tra tensioni politiche e discussioni accese in aula.
La decisione riguarda un progetto di gestione qualificato come intervento di pubblico interesse, approvato ai sensi del decreto legislativo 38/2021, presentato dalla Football Club Scafatese SSD SRL. Non si tratta di una privatizzazione dello stadio, che resta di proprietà pubblica, ma di una concessione di lungo periodo, pari a 18 anni, finalizzata alla riqualificazione e alla gestione dell’impianto in collaborazione con il soggetto sportivo. La società potrà infatti eseguire lavori di adeguamento e modernizzazione a proprie spese, con l’obiettivo di portare la struttura ai requisiti necessari per la Serie C e, potenzialmente, anche per categorie superiori come la Serie B, senza alcun scopo di lucro sulla gestione dell’infrastruttura.
Il progetto viene considerato dall’amministrazione un’operazione di interesse pubblico, poiché consente di riqualificare un bene cittadino importante senza costi per il Comune. L’iter che ha portato all’approvazione non è stato semplice, visto che nei mesi precedenti l’affidamento era già stato tentato più volte ma era sempre saltato per problemi documentali e per il protrarsi delle trattative tra società e amministrazione, generando incertezza tra cittadini e tifosi.
Sul piano sportivo e simbolico, il contesto è reso ancora più significativo dalla recente crescita della Scafatese, guidata dal presidente Felice Romano, figura sempre più centrale nella realtà gialloblù e protagonista di una fase di grande entusiasmo culminata con la storica promozione in Serie C. Proprio durante i festeggiamenti per il salto di categoria, Romano aveva dichiarato con tono ambizioso che la società avrebbe costruito uno stadio all’altezza anche della Champions League, una frase che aveva alimentato ulteriormente le aspettative e l’immaginazione dei tifosi.
L’approvazione dell’affidamento rappresenta quindi un passaggio decisivo non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello identitario e sportivo, perché lega in modo diretto il futuro dello stadio alla crescita della squadra e alla possibilità di dotare la città di un impianto moderno, senza esborso economico per l’ente pubblico e con una prospettiva di lungo periodo.

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