



Pubblicato il
Dopo oltre quattro anni di attesa, proteste, disagi e promesse, la riapertura della scuola elementare e dell’infanzia di Mariconda a Scafati non è più solo un annuncio, ma un traguardo ormai concreto. Il plesso di via Gian Lorenzo Bernini, chiuso dal 2021 per lavori e mai più restituito al quartiere, si prepara finalmente a tornare ad accogliere i bambini e a rappresentare un presidio fondamentale di legalità, inclusione e vita sociale in una delle aree più fragili della città.
Nei giorni scorsi il sindaco Pasquale Aliberti, insieme al dirigente scolastico Gargiulo e ai tecnici comunali, ha effettuato un nuovo sopralluogo, consegnando ufficialmente la scuola alla dirigenza. Sono già partite le operazioni di pulizia delle aree esterne, mentre gli uffici comunali stanno completando le procedure per la sanificazione degli spazi interni. Successivamente si procederà al trasloco degli arredi, passaggio necessario per rendere il plesso pienamente fruibile.
«È la nuova vita di una scuola abbandonata da anni – ha dichiarato il primo cittadino – in un quartiere difficile che merita presenza e attenzione. Un passo concreto per garantire sicurezza e dignità scolastica ai nostri ragazzi».
Un percorso lungo e complesso, che arriva però dopo un vuoto che ha lasciato segni profondi. In questi quattro anni, infatti, molte famiglie del quartiere Mariconda hanno perso la scuola come punto di riferimento naturale. Costrette inizialmente a spostarsi nel plesso Capoluogo, nel centro di Scafati, o ad affidarsi al trasporto scolastico, col tempo hanno fatto scelte diverse: iscrizioni in scuole private più vicine o, addirittura, in istituti del vicino comune di Pompei, al confine con il quartiere.
Una dispersione silenziosa ma significativa, che oggi rende la riapertura non solo una questione logistica, ma anche organizzativa e strategica. Il circolo didattico, la cui direzione è situata proprio nel plesso Capoluogo, dovrà affrontare una fase delicata di riorganizzazione. È già previsto il trasferimento a Mariconda di alcune classi attualmente ospitate nel centro cittadino, composte in larga parte da bambini residenti nel quartiere. Ma questo non basterà.
La vera sfida sarà quella di “ripopolare” la scuola, ricostruendo la fiducia delle famiglie e rilanciando l’offerta educativa. Anche perché la riapertura arriva in un momento particolare: le iscrizioni scolastiche per il prossimo anno sono quasi terminate (scadenza 14 febbraio), e molte famiglie non avevano contezza dell’imminente riattivazione del plesso. Un elemento che impone una nuova spinta comunicativa e organizzativa in vista di settembre.
La scuola di Mariconda non è solo un edificio, ma un simbolo. Lo ricordavano già i genitori lo scorso gennaio, quando denunciavano l’ennesimo rinvio e una burocrazia che, di fatto, penalizzava i bambini. «Il quartiere Mariconda merita rispetto e la sua scuola, che è sempre stata un fiore all’occhiello».
Ora quel rispetto passa dalla capacità di trasformare la riapertura in una vera rinascita. Restituire a Mariconda la sua scuola significa ricucire un legame spezzato, contrastare l’evasione scolastica e ridare centralità a un territorio che per troppo tempo si è sentito ai margini.

Il 27 gennaio non è una data come le altre. È il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche […]
Il 27 gennaio 2026, in occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Scafati promuove un momento di riflessione e […]
Era il 1975/76, l’anno in cui Lucio Battisti e Franco Simone cantavano, rispettivamente, “Ancora tu” e “Tu e così sia”, […]
Il campionato di Serie D 2025/202 è entrato nel vivo e la Scafatese, in pieno rispetto delle aspettative estive, sta […]
Da alcune settimane, Frank Vitucci è il nuovo capo allenatore della Givova Scafati. Lo abbiamo intervistato prima di un allenamento […]
Nel 1976, nell’Italia degli anni di piombo – anni di terrore ma anche di ispirazione collettiva – debuttò in edicola […]