



Pubblicato il
Scafati sta attraversando una fase politica che richiede attenzione e misura. Non una rottura definitiva, ma un momento in cui gli equilibri appaiono più fragili e il confronto all’interno del Consiglio comunale si è fatto più complesso. L’ultimo Consiglio, segnato da una presenza ridotta dei consiglieri di maggioranza, ha reso evidente una difficoltà che oggi chiede un chiarimento, soprattutto per garantire continuità e serenità amministrativa.
Il sindaco Pasquale Aliberti ha già manifestato che, se questa condizione dovesse prolungarsi, ogni ipotesi sarebbe possibile, anche un ritorno al voto. Tra queste, anche quella di una conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa. Ma il modo in cui si arriverebbe a questa conclusione e, soprattutto, il momento in cui accadrebbe, farebbero una grande differenza.
Dal punto di vista istituzionale, esistono due strade principali. La prima è quella della sfiducia, un atto che nasce all’interno del Consiglio comunale e che, se approvato, sancisce la fine del mandato del sindaco. La seconda è quella delle dimissioni volontarie del sindaco, che diventano definitive dopo un breve periodo di 20 giorni previsto dalla legge. Nei fatti, però, il risultato è lo stesso: con la fine del mandato del sindaco decadono anche il Consiglio comunale e la giunta, e la guida della città passa a un commissario prefettizio.
A questo punto entra in gioco il fattore tempo. Se una decisione, qualunque essa sia, dovesse maturare entro il mese di febbraio, gli scenari sarebbero più chiari e meno penalizzanti per la città. In caso di dimissioni o sfiducia entro quella data, Scafati potrebbe rientrare nella tornata elettorale di primavera, consentendo ai cittadini di tornare alle urne già tra maggio e giugno. Il periodo di gestione commissariale sarebbe limitato e la città potrebbe rapidamente voltare pagina.
Diverso, e più incerto, lo scenario nel caso in cui tutto dovesse slittare oltre febbraio. Superata quella soglia, la strada del voto immediato si farebbe più stretta e aumenterebbe la probabilità di un periodo più lungo di commissariamento. In questa eventualità, la città resterebbe per diversi mesi senza una guida politica eletta, in attesa della prima finestra elettorale utile, che potrebbe arrivare nel prossimo autunno o addirittura nella primavera del 2027.
Esiste però anche un’altra possibilità: un chiarimento politico che consenta di ricostruire una maggioranza stabile. Se entro febbraio dovesse emergere una nuova compattezza in Consiglio, l’amministrazione potrebbe proseguire il proprio percorso senza elezioni anticipate, lasciando alle spalle le tensioni delle ultime settimane.
Le prossime settimane, dunque, saranno decisive non solo per il destino dell’attuale amministrazione, ma anche per evitare che Scafati entri in una fase di attesa troppo lunga. Più che uno scontro, si tratta di un passaggio che chiede responsabilità, chiarezza e una scelta condivisa sul futuro della città.

Il 27 gennaio non è una data come le altre. È il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche […]
Il 27 gennaio 2026, in occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Scafati promuove un momento di riflessione e […]
Era il 1975/76, l’anno in cui Lucio Battisti e Franco Simone cantavano, rispettivamente, “Ancora tu” e “Tu e così sia”, […]
Il campionato di Serie D 2025/202 è entrato nel vivo e la Scafatese, in pieno rispetto delle aspettative estive, sta […]
Da alcune settimane, Frank Vitucci è il nuovo capo allenatore della Givova Scafati. Lo abbiamo intervistato prima di un allenamento […]
Nel 1976, nell’Italia degli anni di piombo – anni di terrore ma anche di ispirazione collettiva – debuttò in edicola […]