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Scafati. Aliberti chiede la sfiducia e il ritorno al voto: “Sono stato lasciato solo”.

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Scafati potrebbe tornare al voto già nella prossima primavera. È l’ipotesi concreta lanciata dal sindaco Pasquale Aliberti, che al termine di un Consiglio comunale particolarmente teso ha affidato a una lunga e dura dichiarazione pubblica la richiesta di una sfiducia collettiva, rivolta sia alla maggioranza sia all’opposizione, per evitare un lungo periodo di commissariamento.

Il primo cittadino parla senza mezzi termini di isolamento politico e umano, denunciando l’assenza ingiustificata di gran parte della maggioranza che lo ha sostenuto negli ultimi anni. In aula, spiega Aliberti, la sua amministrazione poteva contare soltanto su nove consiglieri comunali, ai quali rivolge un ringraziamento pubblico “a nome della città”.

“Ieri sera ho avvertito l’umiliazione di chi resta solo senza un motivo”, scrive il sindaco, sottolineando come l’abbandono sia arrivato “prima sul piano umano e poi su quello politico”, senza divergenze programmatiche né spiegazioni formali.

Non manca un passaggio duro nei confronti di chi, tra consiglieri e assessori, non si è presentato in Consiglio comunale:

“Chi era assente farebbe bene a spiegare pubblicamente i motivi veri, politici e personali, e a rassegnare le dimissioni per dignità”.

Il sindaco chiarisce di non temere un passo indietro personale, ricordando il proprio ruolo professionale:

“Non ho timore di tornare a fare il medico, perché io un lavoro ce l’ho”.

Ma la questione, sottolinea, non è individuale bensì istituzionale. A mancare, oggi, è la serenità necessaria per amministrare con entusiasmo, elemento che rende impossibile proseguire un’esperienza di governo già logorata da fratture interne.

Da qui la richiesta esplicita: una sfiducia ampia e trasversale, che conduca rapidamente alle elezioni nella primavera 2026, evitando l’ipotesi di un commissariamento prolungato e restituendo la parola ai cittadini.

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