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Scafatese Calcio, storia: la cavalcata degli invincibili del ‘76

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Nel 1976, nell’Italia degli anni di piombo – anni di terrore ma anche di ispirazione collettiva – debuttò in edicola il quotidiano La Repubblica, la cui portata innovatrice nel formato e nel linguaggio, di matrice laica e progressista, fu subito evidente.
Nello stesso anno Steve Jobs e Steve Wozniak fondarono la Apple; Wes e Dori Ghezzi cantavano Forse sì, forse no, non saprei, forse mi manchi un po’; l’Italia del tennis, guidata da Adriano Panatta – che batteva con la testa leggermente inclinata verso sinistra e, dopo aver conquistato il punto, si accarezzava il ciuffo con la mano, iconico per la bellezza dei suoi tuffi sotto rete e delle sue “veroniche” – trionfò per la prima volta nella Coppa Davis.

Scomparve Mao Tse-tung, uno dei principali protagonisti del Novecento, soprannominato “Quattro volte Grande” (Grande Maestro, Grande Capo, Grande Comandante Supremo, Grande Timoniere), fautore del maoismo in Cina e promotore della Rivoluzione Culturale.
E nacque Luis Nazario da Lima, detto “Il Fenomeno”, forse il giocatore più rivoluzionario della storia del calcio, un’utopia fragile e folgorante capace di modificare i parametri spazio-temporali del gioco.

Il contesto sportivo scafatese

Nel basket, la Scafati Basket, con Aldo Bufalo in panchina e giocatori come Salvatore Di Lauro, Franco Pagano, Salvatore Bosco, Mimmo Cesarano, Nunzio Sannino, Gigetto Paduano, Renato Acanfora e Marino Lepore – con i giovanissimi e promettenti Antonio Pagano e Peppe Saulle – militava nel campionato di Serie D, allora quarta serie.
Alla stessa categoria ambiva l’A.P. Scafatese 1922 del presidentissimo Giovanni Chiavazzo.

I canarini, considerati favoriti e rinforzati dagli acquisti di Nazzi, Falcone, Terreri, Bottaro e Santosuosso, partirono con il piede giusto: dopo otto turni guidavano imbattuti la classifica con 13 punti.
Alla nona giornata, ad Agropoli, una violenta punizione di Santosuosso li condannò alla prima sconfitta.
Alla dodicesima, dopo il pareggio interno con il Vietriraito – che costò l’esonero a Mario Paudice – furono raggiunti in vetta dall’Ercolanese.

Alla quindicesima giornata fece il suo esordio in panchina Carmine Tascone (un vero Carl von Clausewitz del calcio: un po’ scacchista, un po’ predicatore, un po’ filosofo, un po’ Bobby Fischer, un po’ Gandhi, un po’ Pitagora). La Scafatese, sconfiggendo il Saviano per 6-0, chiuse in testa il girone d’andata con 21 punti, in coabitazione con Colombo Olimpic e Sapri.

La corsa finale

Alla diciottesima giornata una doppietta di Gaetano Bottaro stese la Sanseverinese (Colombo Olimpic 27, Scafatese 25).
Alla diciannovesima, nello scontro diretto con la capolista, i canarini conducevano 2-1, ma furono raggiunti allo scadere da un rigore di Guariglia.
Falcone contestò Tascone per la sostituzione, ma tutto rientrò rapidamente e la squadra si preparò allo sprint finale.

Dopo il pareggio a Baiano, alla venticinquesima giornata il Colombo Olimpic conservava ancora 2 punti di margine.
Alla ventiseiesima la Scafatese vinse contro il Gragnano e recuperò un punto.
Alla ventisettesima, con la goleada sul Vietriraito e la contemporanea sconfitta del Colombo Olimpic a Sapri, i gialloblè operarono il sorpasso.

Alla ventottesima giornata il Colombo Olimpic superò il Saviano per 5-0, mentre Bottaro, con una splendida sforbiciata, siglò la prima delle due reti che valsero la vittoria contro la formazione di San Giorgio a Cremano (Scafatese 42, Colombo Olimpic 41).
Alla ventinovesima giornata, penultima del campionato, il pareggio interno con la Sangiuseppese non fu sfruttato dal Colombo Olimpic, sconfitto ad Ariano per 2-1 e ormai fuori dalla lotta.

Nell’ultima partita, un secco 5-0 al Saviano sancì il trionfo della Scafatese, celebrato da un pubblico numeroso ed entusiasta.

Formazione e statistiche (tra parentesi presenze e reti)

Alfano (30, -18)
Pedone (29)
Vietri (21)
Falcone (22, 1)
Lambiase (14)
Nazzi (30, 4 – 2 rig.)
Ferrara (27, 2)
D’Elia (25, 2)
Bottaro (28, 21 – 2 rig.)
Santosuosso (25, 9)
Rega (24, 8)
Carotenuto (1, 0)
Attianese (27)
Terreri (15, 6)
Scoppetta (12)
Mosca (7)
Arnese (5, 1)
Palatucci (2)
De Chiara (1, 1)

Giudizi sui protagonisti

Enrico Alfano – Istinto, audacia e attitudine a prendersi la scena: solo 18 reti subite. Una saracinesca.

Antonio Pedone – Un mastino solido e affidabile; ha marcato con applicazione l’uomo più pericoloso degli avversari.

Emilio Lambiase – In coppia con Pedone ha mantenuto un rendimento elevatissimo.

Esmeraldo Scoppetta – Sempre convincente quando chiamato in causa.

Mario Vietri – Fluidificante sinistro, detto “Kawasaki”, grintoso e velocissimo.

Giuseppe Nazzi – Libero di esperienza, guida con sicurezza il reparto.

Bartolomeo Attianese – Jolly di centrocampo di valore inestimabile.

Amerigo Ferrara – Tecnicamente dotato, prezioso come tornante destro.

Roberto Falcone – Classe ed eleganza: centrocampista di categoria superiore.

Giovanni D’Elia – Da uomo gol a uomo squadra: intelligenza calcistica superiore.

Michele Santosuosso – Mezzala longilinea, rifinitore, tiro velenoso: 9 reti decisive.

Antonio Terreri – Tornato dall’infortunio, 6 reti di ottima fattura.

Gaetano Bottaro – Esplosivo e grintoso: 21 reti in campionato e 2 in Coppa Italia.
Il Gerd Müller dei dilettanti.

Rocco Rega – Funambolico esterno sinistro: 8 reti e innumerevoli assist.

Epilogo

Il 9 aprile 2022, in occasione del centenario della fondazione, ho rivisto Emilio Lambiase, Rocco Rega e Giovanni D’Elia: commossi, emozionati, celebrati dai tifosi.
Queste tessere di un puzzle sportivo rappresentano un viaggio nei sentimenti, un assist alla memoria: il tentativo di fissare, scoprire, tramandare e custodire un’epoca che – forse sì, forse no – forse ci manca un po’.

Articolo a cura di Guglielmo Formisano

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