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Givova Scafati Basket, intervista a Matteo Imbrò

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Matteo Imbrò è un play-guardia che da qualche mese è arrivato alla corte di coach Caja. Gli abbiamo rivolto alcune domande al termine di un allenamento.

Come nasce in Matteo Imbrò la passione per il basket?

La passione per il basket è nata grazie a mio padre in quanto era un ex giocatore di basket e, quindi, ha trasmesso questa passione ai suoi figli. Con mio fratello passavamo tutti i pomeriggi a giocare l’uno contro l’altro.

Quindi non hai cominciato in una squadra, ma proprio in famiglia?

Avevamo il canestro a casa, poi, naturalmente, abbiamo iniziato a frequentare le società di basket.

Dove e quando hai cominciato a giocare?

È stato quando avevo circa dieci anni, a Porto Empedocle. Ho giocato nelle varie province della Sicilia arrivando fino a Trapani.

Dove sei andato a giocare dopo?

All’età di dodici anni sono andato a giocare a Trapani, poi sono stato tre anni a Siena, quattro a Bologna, due a Ferentino, cinque a Treviso. Quest’anno ho iniziato a Verona e poi mi sono trasferito qui a Scafati.

Quindi all’età di dodici anni hai praticamente lasciato casa. È stata dura?

Sì, il primo anno per non allontanarmi troppo, dato che frequentavo la terza media, sono andato a Trapani, poi ho scelto Siena, perché lì già c’era mio fratello.

Il ricordo più bello e quello più brutto della tua carriera.

Il ricordo più brutto è l’infortunio al crociato che mi ha tenuto fuori dal campo circa otto mesi. I ricordi belli sono molti: la medaglia d’oro all’Europeo under venti di Tallin, la vittoria del campionato con Treviso e la Coppa Italia.

Cita uno o più allenatori che hanno particolarmente influito sulla tua crescita tecnica.

All’inizio, quando ero a casa, certamente mio padre, poi a Siena Umberto Vezzosi e a Bologna sia Marco Sanguettoli che Giordano Consolini. Questi sono stati gli allenatori che mi hanno portato a migliorare tecnicamente nelle giovanili, cito anche due allenatori di prima squadra a Siena Marcello Billeri e Stefano Salieri.

Segnala uno o più giocatori che ti hanno particolarmente colpito per le loro capacità tecniche

Senza dubbio un giocatore straordinario è David Logan con cui ho giocato tanti anni ed ho ritrovato qui a Scafati. Una persona buona che ti aiuta in campo e fuori. Anche Julian Stone è un altro giocatore molto forte.

Come ti trovi qui a Scafati?

Sono nato al Sud, quindi stare a Scafati per me è come ritornare a casa. La vita da queste parti è un po’ più tranquilla. Mi sto trovando bene quindi.

Vivi solo a Scafati o con qualcuno?

Vivo con la mia ragazza che ho conosciuto a Treviso.

Grazie Matteo e in bocca al lupo!

Piervincenzo Costabile

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