Scafati. Benvenuto a Don Gennaro, il suo primo saluto alla comunità: “Grazie a tutti!”.

Si è tenuta ieri la mia celebrazione con Don Gennaro Romano, nuovo parroco della chiesa madre Santa Maria delle Vergini di Scafati.

Dopo 26 anni prende il posto di Don Giovanni, e si presenta alla comunità con un discorso molto intenso, familiare, deciso.

“Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Gratitudine anzitutto al Signore perché rimane fedele. Sempre!
È con questi sentimenti e consapevolezza, che volgendo al termine questa celebrazione eucaristica con la quale inizia il mio ministero di parroco in questa comunità               S. M.delle Vergini:
. Dico grazie a Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
. Dico grazie per esprimere la mia gratitudine per il dono della vita e per il dono del sacerdozio.
. Dico grazie a Lei Eccellenza, perché nell’esercizio del Suo ministero e discernimento, mi ha immesso nel servizio di parroco per questa comunità.
. Dico grazie ai confratelli sacerdoti, uno ad uno, che questa sera sono venuto a pregare con me e per me. Ci lega l’amicizia, la stima, ma soprattutto la stessa passione per la causa del Regno.
. Non me ne vogliate confratelli se tra tutti voi ringrazio alcuni in modo particolare: padre Ronny, rettore del Seminario di Posillipo, con il quale ho condiviso un breve tratto di strada nell’accompagnamento del discernimento vocazionale. Buon ministero a te carissimo Padre.
. Grazie a don Luca, don Antonio, don Peppino e don Vincenzo, parroci nelle diverse comunità di Scafati. Con voi da questa sera per me comincia la stessa passione e lo stesso amore per questa città di Scafati. Con voi particolarmente desidero intessere legami di amicizia e comunione sacerdotale per il servizio della stessa causa. La mia disponibilità è totale. Non sono parole di circostanza.
. Grazie al signor Sindaco e in Lei a tutta l’amministrazione comunale. Il bene comune, i bambini, i giovani, le famiglie, gli ammalati, la scuola, i lavoratori e soprattutto chi è senza lavoro, i poveri, saranno i temi dei nostri incontri, perché ciascuno per la sua parte, ma insieme, rispondiamo alle domande e alle attese di questa città. La mia collaborazione è data sin da questa sera.
. Grazie al Seminario. L’edificio settecentesco, ma soprattutto quanti abbiamo vissuto tra quelle mura, ha interessato una parte consistente della mia vita e del mio cuore di uomo e sacerdote. Tanti volti, tante storie si sono incrociate. Tutto è presente al Signore e nel Signore. Il mio saluto a te Salvatore, Giuseppe, Italo, Carmine, Sebastiano, Francesco, Michele e Andrea, attuale comunità vocazionale. Per tutti voi e per ciascuno la mia preghiera e il mio affetto. Come la mia preghiera e il mio affetto per don Franco, attuale rettore del Seminario.
. Ed ora un saluto carico di paternità a te comunità parrocchiale di S. M. delle Vergini. Comunità  bella e vivace. Sento già di appartenervi e di appartenermi, ciascuno e tutti insieme. Tanti di voi, i vostri volti, i vostri nomi, mi sono noti. Ci siamo frequentati nel tempo. Mi sento a casa, sentitevi di casa nel mio cuore.

Tutto questo è stato possibile grazie all’amico fraterno don Giovanni De Riggi che per 26 anni si è speso con zelo, passione e abnegazione. Mi ha chiesto di aiutarlo in tanti momenti celebrativi e di catechesi. Ciò mi ha dato la possibilità di essere parte integrante di questa grande famiglia. Don Giovanni è stato una pietra
miliare nell’edificazione di questa comunità. Il Signore lo ricompensi e noi tutti lo accompagniamo con la preghiera nell’esercizio del ministero di parroco di San Felice in Cimitile.
. Faccio mio l’invito che Mons. Di Donna alcuni giorni fa ha rivolto a quanti eravamo presenti alla presentazione del libro che don Giovanni ha scritto per il ministero svolto qui a Scafati: da questa sera non si volta pagina, ma nella continuità, grazie ai prego e ai limiti della mia persona, il Signore continua a portare avanti la sua Chiesa, e noi con il Signore, collaboreremo per l’edificazione di questa comunità, parte della grande comunità che è la Chiesa.
Il mio saluto ai bambini, ai giovani, alle famiglie, agli ammalati, ai poveri. Per tutti e con tutti desidero essere padre e fratello, nel comune discepolato dietro al Signore Gesù.

Rivolgo un saluto alle catechiste, all’articolata e vivace Azione Cattolica, ai fratelli e sorelle del Cammino Neocatecumenale, al gruppo Padre Pio, al gruppo San Gerardo Maiella, al Comitato Festa, che con amore e zelo si adoperano per la celebrazione della bella festa in onore di S. M. Delle Vergini, patrona della città di Scafati. Se avessi dimenticato qualcuno, non me ne vogliate. A tutti il mio saluto.
. Ancora qualche minuto di pazienza per dirvi che vengo a voi non con un mio programma scritto a tavolino, ma con quanto sono andato vivendo in questi 33 anni di sacerdozio. Durante gli esercizi in preparazione alla mia ordinazione sacerdotale mi fu consegnato un testo che sta ispirando uno stile che è per tutti ma che ho posto a fondamento del mio essere prete: “ Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di più genuinamente umano che non trovi eco nel nostro cuore “.
L’incipit di questa Costituzione pastorale Gaudium et Spese, è diventato il mio chiodo fisso. Non sono parole ma uno stile che vado acquisendo, pur se talvolta le mancanze diventano più del desiderio di realizzazione, ma tutto è grazia!
Questo stile l’ho messo a base della mia prima esperienza parrocchiale in San Francesco ai Romani in Sant’Anastasia, negli anni della giovinezza del ministero; questo stile mi sono sforzato di viverlo negli anni durante i quali mi sono occupato del Seminario; questo stile intendo continuare a viverlo in mezzo a voi, fratelli e sorelle di S.M. delle Vergini. Questi per me sono gli anni della maturità anagrafica e sacerdotale, che voglio vivere con lo stesso zelo e amore dei primi anni del sacerdozio.
Cosa ci aspetta!
Ci viene in aiuto quanto papa Francesco ha detto ai giovani dell’Azione Cattolica sabato scorso 29 ottobre: “ La parrocchia è infatti l’ambiente ‘ normale ‘ dove abbiamo imparato ad ascoltare il Vangelo, a conoscere il Signore Gesù, ad offrire un servizio con gratuità, a pregare in comunità, a condividere progetti e iniziative, a sentirci parte del popolo santo di Dio…”.
La posta in gioco è quella di sempre, ma non meno esaltante e impegnativa.
Ci aiuti la materna intercessione di Maria SS. delle Vergini e San Carlo Borromeo, di cui oggi abbiamo celebrato la memoria. San Carlo dedicò la sua azione pastorale interamente dedita alla cura delle anime.
Buon cammino allora!”.