La storia di Michele Castaldo, il Robin Hood del Basket Scafati.

A cura di Guglielmo Formisano

A Scafati la pallacanestro nasce negli anni trenta, grazie a Ninì Alison, che organizza una squadra a cui viene dato il nome di Gioventù Fascista Scafati. Essa, per alcuni anni, partecipa al Campionato regionale, prima di sciogliersi a causa delle note vicende politiche di quegli anni.
Nel 1949, però, è Michele Castaldo a fondare la Silvio Pellico, che partecipa alla Serie C nel 1953/54 e, l’anno seguente, si unisce con il Savoia; nasce così l’Associazione Polisportiva Scafatese, con allenatore Ninì Alison e due americani (Witney e Scott) della NATO di Napoli a rinforzare l’organico.
La punta di diamante della squadra è sempre Michele Castaldo, leader dentro e fuori dal campo, atleta dallo stile incomparabile, ricco di sapienza tattica, di carisma, di classe e di fantasia.
Per il suo modo di giocare e interpretare le gare, è un precursore; è, infatti, uno dei primi cestisti a sfruttare il terzo tempo in entrata, a utilizzare il penetra e scarica, a smarcare il compagno con assists millimetrici guardando dal lato opposto, a coordinare la coesione tra i reparti: sugli altri, ha venti anni di vantaggio.
Spesso infligge e impartisce dure lezioni alle squadre più ricche e blasonate, sottraendo loro punti preziosi per la classifica, da cui l’appellativo di Robin Hood, l’arciere di Sherwood, a metà tra storia e leggenda, personaggio popolare inglese del tredicesimo secolo, famoso per rubare ai ricchi per dare ai poveri.
Sempre attento in difesa (la difesa, la “legge morale che è in me”), sempre brillante in attacco (l’attacco, “il cielo stellato che è sopra di me”), più che dettare i tempi, è lui il tempo del Basket Scafati.
Nella foto, rigorosamente in bianco e nero, relativa agli inizi degli anni cinquanta, lo vediamo in azione nel suo pezzo preferito, un appoggio a canestro, sottomano.
Siamo in un periodo di transizione, cui seguiranno profondi mutamenti e grandi trasformazioni:
Eisenhower succede ad Harry Truman alla guida degli Stati Uniti d’America, muore Stalin, non scatta la “legge truffa” alle elezioni politiche del 7 giugno 1953; a Scafati, nelle amministrative del 20/05/1952, il PCI, con 4077 voti (32.2%), supera la DC (3137 voti, 30.1%), ma è la coalizione di centro-destra ad avere la meglio, con un altro appassionato di pallacanestro, Vincenzo Scarlato, che diventa sindaco e comincia a dare vita a una lunga fase di industrializzazione nel nostro paese.
Ma lui, Michele Castaldo, è lì, su un campo di basket, con le mani che accarezzano il pallone, con lo sguardo proiettato al futuro, sospeso tra la terra e il cielo.