Un anno dopo: gli effetti della quarantena su bambini e adolescenti.

PREMESSE

La pandemia e le restrizioni per contenere il contagio hanno rivoluzionato la vita dei bambini e adolescenti, e ancora per qualche tempo richiederà una modifica di abitudini, ritmi e stile di vita. La chiusura delle scuole, delle strutture sportive e ludico-ricreative ha costretto alla permanenza forzata in casa di migliaia di ragazzi e ragazze, con ripercussioni ancora difficili da quantificare.

LO SCENARIO

Già negli anni ’70 lo psicologo E. Erikson affermava che la costruzione dell’identità in età infantile è influenzata dalle abitudini familiari e da tutti quei comportamenti ripetitivi che determinano l’appartenenza e la condivisione con il nucleo familiare, contribuendo ad attraversare in maniera sana le varie fasi della crescita.  La pandemia ha stravolto le regole, rappresentando fonte di stress per i bambini, i quali hanno vissuto importanti e prolungati cambiamenti nei ritmi quotidiani di vita familiare e scolastica come la perdita di routine, diminuzione delle situazioni educative e totale assenza delle attività all’aperto.

Uno studio cinese effettuato mei primi 4 mesi dello scorso anno a Wuhan, provincia di Hubei – epicentro della pandemia – ha rilevato l’aumento di sintomi depressivi nel 22% e di sintomi ansiosi nel 19% dei partecipanti, tra cui studenti di scuola primaria e secondaria, a seguito dell’interruzione delle attività scolastica e delle occasioni di contatto sociale coi coetanei, evidenziando la “potenza traumatica” di un’ emergenza sanitaria.

In Italia, il Recente Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla promozione della salute mentale infantile in tempo di covid-19 ha raccolto le evidenze scientifiche sul tema, nel quale si evince chiaramente l’esistenza di un rischio per la salute fisica e mentale per alcune fasce di popolazione, tra cui bambini e adolescenti, dovuti a fattori stressogeni quali l’isolamento in ambiente domestico, la chiusura prolungata della scuola, la mancanza di contatti fisici tra pari.

STRATEGIE PER AIUTARE LE FAMIGLIE AD AVERE CURA E PROTEGGERE I PROPRI FIGLI

Da varie ricerche emerge che la competenza genitoriale rappresenta un fattore protettivo importante: il supportivo dei genitori gioca infatti un ruolo decisivo nel modulare le reazioni emotive dei figli legate allo stress.

Per promuovere e supportare il ruolo dei genitori – ma anche di figure di riferimento quali educatori, insegnanti, ecc – è necessario il coinvolgimento dei professionisti sanitari impegnati sul territorio nella promozione della salute e in ambito pediatrico, psicologico e neuropsichiatrico, in collaborazione con la scuola, senza dimenticare le altre realtà territoriali quali il terzo settore, gli enti locali, ecc. in un’ottica multisettoriale e integrata.

Molti studi dimostrano che quanto più precoce è l’intervento, tanto più sarà efficace nel mitigare le conseguenze nefaste che un’esperienza traumatica avversa può avere sulla salute fisica e mentale dei soggetti in età evolutiva. In particolare, genitori e pediatri possono fare molto per ridurre le conseguenze dello stress prima che questo diventi “tossico”, rispettivamente fornendo un ambiente relazionale affettivamente sicuro e stabile, e monitorando lo sviluppo a livello sociale ed emotivo.

 È fondamentale quindi mettere in atto interventi generali a supporto della salute mentale per tutta la popolazione in età evolutiva e interventi mirati per i soggetti a maggior rischio e/o in condizioni di fragilità, da rimodulare costantemente in base all’evolvere generale e locale della pandemia.

COME RIMODULARE IL NOSTRO AMBIENTE IN MODO FAVOREVOLE

Essendoci tuttora l’esigenza di limitare le nostre mura di casa allo spazio di cui usufruire per la stragrande maggioranza del tempo a disposizione, da esperto nel settore dell’arredamento ed essendo tale ambito interconnesso con il nostro ambiente e di conseguenza con la nostra quotidianità, risulta pertanto doveroso e di coscienza fornire suggerimenti utili a garantire una maggiore senzazione di libertà e ritrovare il proprio benessere psico-fisico attraverso la creazione di un’ armonia con l’ambiente che ci circonda.

Abbiamo la fisiologica necessità di vivere un ambiente spazioso, che non ci opprimi, che non occluda i nostri pensieri, che sia arioso e luminoso (fattori essenziali alla produzione di serotonina). Se quindi non abbiamo la possibilità di godere di un giardino all’aria aperta o, in alternativa, di un ampio open space, possiamo dunque riprogettare il nostro arredo al fine di guadagnare maggiore spazio e luminosità: prediligendo superfici dai colori chiari, elementi bassi e non eccessivamente ingombranti, adornati magari da elementi che favoriscano la percezione di profondità come ad esempio gli specchi.

Tutto ciò è possibile mediante scelte sostenibili come il fai da te o rivolgendosi al proprio arredatore di fiducia che sicuramente potrà aiutarvi nel trovare la soluzione più adatta a voi e al momento che stiamo attraversando.

Gennaro Acanfora