Smart working: il lavoro intelligente migliora con l’arredo

Il problema di lavorare a casa 

Negli ultimi tempi stiamo vivendo delle forti costrizioni alla libertà individuale. Ma da sempre l’uomo ha manifestato la capacità di adattarsi alle difficoltà. Il mondo non poteva certo fermarsi, infatti così non è stato. Siamo tornati alle nostre vecchie nuove vite, da un lato abbiamo ritrovato le difficoltà di sempre, come dover portare il pane a casa, dall’altro abbiamo assistito ad alcuni cambiamenti molto interessanti. E se non tutti i mali vengono per nuocere, anche questa volta, la legge di Darwin ha dato ragione al più forte: a chi ha saputo riadattarsi e reinventarsi.

In qualità di arredatore non potevo fare a meno di dispensare alcuni importanti consigli utili a tutti coloro che in questo contesto si sono ritrovati a dover studiare e lavorare da casa. Con la DAD (didattica a distanza) e con lo SMART WORKING infatti, se da un lato abbiamo rivisitato la nostra produttività, dall’altro lo abbiamo fatto improvvisando. Spazio allora a sale da pranzo trasformate in uffici fai da te, scrivanie contese fra i membri della famiglia, utilizzo inappropriato di ambienti della casa inadatti al lavoro, gravando così sulla sua stessa efficienza. Insomma, occorre riorganizzarsi e per farlo al meglio dobbiamo affidarci a dei professionisti.

C’è sempre una soluzione

Negli ultimi mesi ho assistito ad un boom di richieste di scrivanie, zone studio attrezzate, sedute ergonomiche, materiale per uffici etc. Le nostre case rappresentano adesso il luogo più sicuro in cui poter svolgere la maggior parte delle mansioni quotidiane. Perché allora improvvisare uffici casalinghi inefficienti, senza il giusto appoggio o con sedute scomode e dannose per la schiena? Beh, in effetti non c’è un perchè, se non il fatto che la nostra mente si focalizza spesso sul problema e non sulla soluzione.

Da qui la necessità di condividere degli input positivi, che ci aprano la mente e incentivino noi tutti ad intraprendere l’iniziativa verso la risoluzione di questi problemi, che non possiamo assolutamente considerare marginali, in quanto lo studio e il lavoro a distanza sono oramai componenti integrate nella nostra realtà. Basterebbe davvero poco e con un piccolo investimento potremmo concretizzare un grande salto di qualità.

Come si può notare in foto, esistono luoghi della casa che non vengono sfruttati al meglio, che si tratti del terminale di un armadio, di una console all’ingresso o di un ripostiglio inefficiente. Insomma, avremmo tutti la possibilità di recuperare una postazione di lavoro dove magari non l’abbiamo mai immaginata. Pensate a quanti vantaggi, se la nostra dimora venisse riorganizzata in una maniera più efficace. Ognuno di noi avrebbe il suo piccolo ufficio personale, pensato a posta per sè, e non dovrebbe preoccuparsi di chi prepara il pranzo o di alternarsi con un padre, un figlio, un fratello o una sorella alla scrivania.

Carpe diem

È vero che è impossibile rimettere il dentifricio nel tubetto, ma è vero anche che la parola crisi in cinese si compone di due ideogrammi: il primo significa pericolo, il secondo significa opportunità. Dobbiamo pertanto accogliere le nuove richieste del mercato e sfruttare l’occasione valorizzando il nostro lavoro attraverso la riqualifica degli ambienti da destinare allo studio e allo smart working. Detto questo, avevo il dovere di ispirarvi, adesso sta a voi cogliere l’attimo.

Gennaro Acanfora