Scafati. Anniversario della morte di M. Forrester, il generale che liberò la città.

Il 15 ottobre 2020 è ricaduto il 14° anniversario della morte del generale Michael Forrester, protagonista unitamente ai partigiani locali della Battaglia e Liberazione di Scafati (nella storiografia militare inglese Battle of Scafati o anche Scafati Bridge) del 28 e 29 settembre 1943, per i cui eventi la Città è decorata con la Croce al Valor Militare e la Medaglia d’Oro alla Resistenza.

Al generale Michael Forrester, comandante del 1/6° Battaglione del Queen’s Royal Regiment, è dedicata una stele commemorativa in piazza Vittorio Veneto. A fianco un’altra stele commemora tre importanti corrispondenti di guerra britannici che caddero a Scafati in quei tragici giorni.

Da molti anni ormai la Città di Scafati rende onore ad un uomo ed un soldato che, dopo lo sbarco alleato di Salerno del 9 settembre 1943 nel corso della campagna per la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista, durante la Battaglia di Scafati del 28 e 29 settembre 1943, con il supporto dei partigiani locali riuscì a conquistare intatto il ponte sul fiume Sarno nel centro cittadino e a respingere i tedeschi costringendoli alla ritirata, senza gravi distruzioni per la città e ingenti perdite per la popolazione.

Durante uno dei colloqui con Angelo Pesce, storico della Città di Scafati, di cui divenne amico fraterno e che prima e più di chiunque altro ne ha illustrato la personalità e le gesta in libri fondamentali, Forrester ebbe modo di spiegare che se non fosse riuscito a conquistare il ponte sul Sarno avrebbe dovuto chiedere l’intervento dell’aviazione per bombardare le postazioni tedesche asserragliate in città.

La volontà di evitare distruzioni e danni alla popolazione e l’intelligenza di dare fiducia ai partigiani (che dopotutto potevano essere emissari dei tedeschi inviati per attirare le truppe inglesi in un’imboscata) salvarono non solo Scafati ma favorirono la stessa avanzata degli Alleati verso Napoli. Come è stato evidenziato soprattutto dalle ricerche storiche recenti, la perdita del ponte sul Sarno, ultimo già minato e ancora intatto per consentire la ritirata tedesca dall’Agro Nocerino, avrebbe comportato l’attestamento della difesa germanica, ancora forte di uomini e truppe corazzate nella piana vesuviana, con probabile anticipazione in zona di quanto sarebbe poi accaduto a Cassino e nella Valle del Liri.

E’ anche vero che a Scafati Michael Forrester non arrivò da inesperto: era già una leggenda essendo giovane comandante del suo battaglione e provenendo da imprese eroiche in Medio Oriente e in Grecia, come narrano gli archivi di guerra neozelandesi. Era un uomo d’arme di straordinario coraggio e sangue freddo, ma anche un brillante stratega e ciò fece sì che nei vari teatri di guerra trovasse sempre la soluzione giusta. Dopo la liberazione di Napoli la sua divisione fu rimpatriata per un meritato riposo in vista dello sbarco in Normandia del 1944, cui Forrester partecipò puntualmente con i suoi uomini e ancora una volta, in territorio francese, nei pressi di Villers Bocage, trasse dal pericolo il quartier generale inglese accerchiato dai panzer dell’asso tedesco Michael Wittman. A seguito di quella battaglia rimase ferito e ciò pose fine alla sua presenza attiva sul campo. Negli anni del dopoguerra e fino al ritiro per pensionamento ebbe a ricoprire ulteriori incarichi di prestigio.

A Scafati Michael Forrester ritornò per una visita sui luoghi della memoria due volte, in particolare nel 50° anniversario della Battaglia, sempre accompagnato da Angelo Pesce e accolto con grande sentimento ed affetto dalla cittadinanza. Venne meno nel 2006, all’età di 89 anni, a seguito di un intervento reso necessario dalle conseguenze della vecchia ferita di guerra.