Associazione Resilienza, intervista al presidente Federica Buono.

Resilienza è una giovane associazione, ha appena sette mesi ma non ha atteso per mostrare il suo carattere determinato. Sabato 12 settembre 2020 ha organizzato una bella giornata, regalando alla città di Scafati un importante contro la violenza sulle donne. Resilienza significa “rinascita, cambiamento”, un augurio affinché anche Scafati possa tornare a splendere.
Per l’occasione abbiamo intervistato la dott.ssa Federica Buono, presidente e fondatrice dell’associazione.

La sensibilizzazione contro la violenza sulle donne è un progetto tanto prestigioso quanto impegnativo, come è nata l’idea di Resilienza?

“La violenza di genere è solo uno dei temi che Resilienza abbraccia, il progetto nasce con lo scopo di sensibilizzare ed informare la cittadinanza circa questo fenomeno sempre più in espansione. Ma soprattutto portare all’attenzione della collaborazione creatasi tra le strutture di accoglienza presenti sul territorio, come la cooperativa sociale Xenia nella persona della Dott.ssa Maria Carillo, l’associazione Resilienza e l’ arma dei Carabinieri guidata dal Ten. Gennaro Vitolo al fine di tendere la mano a chi chiede aiuto”.

Quali sono le iniziative fin qui svolte?

“Resilienza è una giovane associazione, ha appena sette mesi ma non ha atteso per mostrare il suo carattere determinato. Durante il periodo di lockdown Resilienza, ha avuto la possibilità di organizzare una campagna solidale #SPESASOSPESA, basata sulla raccolta e distribuzione di generi alimentari, donando ai cittadini oltre 600 pacchi contenenti generi di prima necessità, ha affiancato l’associazione AVNET (pubblica assistenza) ed i Carabinieri nella distribuzione di tablet dando così la possibilità agli studenti, dell’ Itis Pacinotti, di non dover rinunciare al diritto allo studio. Sempre nel periodo di emergenza Resilienza ha promosso la campagna di Avis, circa la donazione del sangue e prima della manifestazione del 12 settembre, lo scorso 16 luglio ha organizzato presso la stazione marittima di Salerno un dibattito circa la “convivenza forzata con il Covid-19″, ospitando esperti del mondo scientifico e medico che stanno impegnando il loro tempo e la loro esperienza per combattere questo nemico invisibile”

Quali progetti per il futuro?

“Mantenere fede agli ideali dell’associazione”.

Molte persone hanno aderito al vostro progetto. Chi senti di ringraziare maggiormente e quanto è stato importante la loro collaborazione?

“La manifestazione “La forza delle donne” ha alle spalle 5 mesi di duro lavoro organizzativo. Un primo grazie va sicuramente a chi ha deciso di far parte di questa famiglia. Un grazie speciale a tutti i privati che hanno creduto in questo progetto ed hanno ralizzato il ripristino di un’ area verde di Scafati, un grazie speciale a Salvatore Gravina. Grazie a chi ha creduto in noi: Bar Alba, Pepe caffè, Punto Freddo gelateria, Coccole, Associazione culturale abc, Arte Carta Italia, Cupido Viaggi, Gianmarco Ferrara, FiaamService, lavasecco ecologico, brick lane e.i, Gea Global Service, Giovanni Marra. Un grazie speciale alla nostra cantautrice Lea Esposito, che ha emozionato con le parole del brano “Mi rifaccio il trucco”.
Grazie alle autorità e al nostro primo cittadino Cristiforo Salvati per aver accolto l’invito e presenziato. Don Giovanni per averci ospitato ma il ringraziamento più grande va ai cittadini scafatesi e non per averci onorato con la loro partecipazione”.

Un pensiero sull’emergenza Covid-19 e le problematiche legate alla violenza domestica.

“Durante il periodo di lockdown purtroppo le chiamate ai numeri verdi, ai centri antiviolenza e alle forze dell’ordine hanno subito un forte incremento, questo perché le donne si sono ritrovate costrette ad una convivenza forzata con il loro aguzzino. Nonostante tutto però, non sono rimaste sole, le forze dell’ordine, le strutture e le associazioni sono state collaborative affinché riuscissero insieme ad apportare aiuto concreto. Possiamo ricordare anche l’app youPol della polizia dotata di un dispositivo di geolocalizzazione”.

Ripetiamolo insieme: denunciare, denunciare, denunciare, senza paura, rivolgendosi alle associazioni e alle forze dell’ordine. Giusto?

“Esattamente, non si deve temere lo Stato e le sue Istituzioni. Loro non sono nemici. Infatti Resilienza è anche su questo che tenta di lavorare, far comprendere che gli uomini dei Carabinieri sono pronti ad aiutare senza giudicare così come le associazioni come appunto Resilienza che fa da ponte tra chi ha deciso di reagire e chi è pronto ad aiutare”.

Grazie e in bocca al lupo per tutto!

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