Scafati. Michele Russo presidente della Commissione Garanzia.

Nell’ultimo Consiglio Comunale di Scafati dopo alcuni mesi, si è riusciti a ricomporre tutte le Commissioni Consiliari e, in particolare, la Commissione di garanzia. Con decisione unanime di tutti i componenti l’assise, e con la compatta designazione dell’opposizione, è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente della suddetta Commissione, il consigliere comunale Michele Russo.

L’articolo 44 del Testo Unico degli enti locali (TUEL), stabilisce che le presidenze delle commissioni consiliari aventi funzioni di garanzia e controllo sono attribuite alle opposizioni. Il legislatore ha voluto in tal modo prevedere forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, nell’ambito del sistema dei pesi e dei contrappesi indispensabili al corretto funzionamento delle istituzioni. Lo statuto del Comune di Scafati, ripropone tale indicazione, circa l’attribuzione della Presidenza mentre il regolamento sulle Commissioni Consiliari ne stabilisce i compiti, che risultano vasti e delicati.

A differenza delle altre Commissioni che hanno specifici settori di interesse (Bilancio, Lavori pubblici, Sport, Regolamenti etc.) la Commissione di Garanzia secondo il regolamento istitutivo “ … esercita la propria funzione di garanzia sugli atti e i procedimenti amministrativi. Essa verifica la corrispondenza formale e sostanziale degli atti alle norme vigenti ed opera allorquando l’iter procedurale è concluso.” Quindi da un lato una funzione di controllo ad ampio raggio, senza limiti, riguardante tutte le attività dell’ente, con un obiettivo preciso ovvero la verifica degli atti da un doppio punto di vista: quello formale e quello sostanziale. E’ necessario, quindi, avere una duplice visione cercando di coniugare i due aspetti.

Ecco il commento di Michele Russo:
“Importante è la precisazione che la verifica deve essere condotta quando l’iter procedurale è concluso. Chiaro e ragionevole l’intento di chi ha disciplinato i compiti dell’organismo. Fare in modo che il controllo non si trasformi in una verifica passo-passo, in tempo reale, ovvero in un collaudo in corso d’opera, operando in parallelo allo svolgimento o al perfezionamento dell’atto da parte dell’organo comunale procedente. Mentre le Commissioni permanenti svolgono, quindi, prevalentemente una funzione istruttoria di supporto preventiva, propositiva e propedeutica all’assemblea consiliare, la Commissione consiliare di garanzia opera in generale a valle dei procedimenti e degli atti. Da questo punto di vista, risulta evidente la complessità del compito che potenzialmente può riguardare ogni aspetto della macchina amministrativa.

La funzione della Commissione di garanzia, non deve provocare conseguentemente alcun rallentamento alle attività dell’ente, né fungere da controllo preventivo di legittimità. Un controllo, tuttavia, che dovrà avvenire necessariamente sulle attività più importanti, su quelle delicate, su quelle a maggior rischio in un territorio complesso ed a rischio di condizionamento. Al tempo stesso, tuttavia, un efficace azione sui procedimenti conclusi, se destinati a ripetersi, qualora evidenziasse criticità produrrebbe due effetti: uno preventivo di correzione sulle analoghe future attività e qualora ne ricorrano gli estremi le denunce alle attività competenti. Quindi la garanzia sugli atti conclusi può, in maniera virtuosa, diventare utile guida per quelli futuri o produrre decisioni in autotutela.

Anche nella Commissione garanzia la proporzionalità tra maggioranza ed opposizione rispecchia la composizione del consiglio comunale, ma a differenza delle altre commissioni nelle quali è giustamente prevalente, aldilà delle collaborazioni istituzionali l’indirizzo politico della maggioranza, nella commissione di garanzia la bussola che orienta le attività non può che segnare un’unica direzione: il rispetto delle norme. Quindi poco spazio alle posizioni politiche in senso stretto, che hanno relativamente senso, bensì confronto sulla legittimità di quanto esaminato. Resta chiaro che la città debba essere amministrata dal Sindaco e dalla maggioranza che sono usciti vittoriosi dalle elezioni, è un loro onore ed onere, mentre l’opposizione deve svolgere con impegno il ruolo altrettanto fondamentale che le è stato assegnato. I ruoli non devono confondersi, ma al netto delle differenti visioni politiche, è richiesto che il mandato sia onorato tendendo allo stesso obiettivo: l’interesse della città”.