Coronavirus e Spagnola: cento anni di “progresso” messi in ginocchio

Se non fosse per il “bianco e nero” e per l’abbigliamento un po’ datato, queste immagini potrebbero tranquillamente essere scambiate con fotografie attuali, di qualche giorno fa.
Intere famiglie con bocca e naso coperte da mascherine di ogni tipo. Eppure si tratta di istantanee di 100 anni fa, di quando il mondo dovette affrontare una delle pandemie più devastanti di sempre: la cosiddetta influenza spagnola. Fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo, forse 50 milioni. Si stima che il numero dei contagiati arrivò al mezzo miliardo mentre si ipotizza che lo straordinario tasso di mortalità dell’influenza sia stato determinato anche da fattori esterni come la guerra, la malnutrizione, il sovraffollamento delle strutture mediche e scarsa igiene.

In maniera meno stringente, anche allora come oggi, furono emanate una serie di raccomandazioni per evitare il contagio di massa.

“Concittadini, contribute alla lotta contro l’attuale maligna epidemia di grippe osservando le seguenti norme: riducete la frequentazione delle osterie al minimo possibile, evitate la frequentazione dei teatri, cinematografi, evitate tram e ferrovie, chi ha in casa ammalati limiti le relazioni”.

Al di là di un italiano a tratti diverso da quello attuale, queste raccomandazioni hanno molto di familiare con quelle emanate dai vari DPCM e ordinanze regionali in materia di Covid-19.
Analogia che fa molto riflettere. Sono trascorsi 100 anni dalla cosiddetta “influenza spagnola”, il mondo si è evoluto, ma forse non troppo.

Un secolo di esponenziale evoluzione, messo in ginocchio in pochi mesi, a dimostrazione che il progresso non si è mosso, evidentemente, nel verso giusto. In tal proposito tornano alla mente le parole di un “profetico” Bill Gates nel 2015 in uno dei suoi discorsi al pubblico disse: “Oggi il più grande rischio di catastrofe globale non è più questo [mostrando la foto di un fungo atomico]. È più simile a questo, invece [mostrando la foto di un virus dell’influenza]. Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone, nei prossimi decenni, è più probabile che sia un virus altamente contagioso piuttosto che una guerra. Non missili, ma microbi”.

Ma non demordiamo. Come la “spagnola” e l’ebola, anche il Covid-19 passerà, speriamo ad un costo non troppo caro sotto tutti i punti di vista: sanitario, economico, psicologico.

Ed un giorno, le foto di oggi, saranno protagoniste di un articolo storico che ricorda gli errori e i comportamenti del passato.

Biagio Adinolfi