“TUTTI A CASA” La strana guerra al covid-19

“Tutti a casa”.Un film di Luigi Comencini del 1960, nel cui prologo traspare la speranza, che pervasegli italiani con l’avvento dell’armistizio del 8 settembre del 1943, dove la fine della guerra sanciva il ritorno a casa dei suoi uomini, con la speranza di ricominciare una vita migliore.
Nel nostro caso, invece il “Tutti a casa” rappresenta un vero e proprio grido di “guerra”, con un nemico invisibile da combattere, dove la situazione attuale che si è venuta a creare con la pandemia del COVID-19, ci viene rappresentata dai nostri capi di Stato, i media, gli specialisti che si avvicendano in rete, come se fosse scoppiata una vera e propria guerra, con le relative conseguenze nefaste. Se non è proprio una guerra di trincea, il clima psicologico che si respira è lo stesso, dove per combattere e sconfiggere il nemico invisibile di cui non si conosce l’antidoto, rimane come unica arma valida quella di stare rinchiusi in casa, in una forma d’isolamento che prende il volto di una lotta passiva, ma efficace.
E’ la prima volta che nella nostra storia, si combatte una guerra restando chiusi nelle proprie case. E’ una guerra insolita quella che stiamo affrontando, che vede lo “Stato Maggiore” e il suo entourage di “generali” (medici e politici) adottare strategie differenti, spesso non concordanti, con ordini e contrordini che disorientano il “combattente”,ovvero noi cittadini e come in tutte le guerre ci sono delle vittime innocenti da sacrificare.
Per tutto ciò che ci sta’ travolgendo, la cosa di cui ci siamo effettivamente resi conto, è che questa guerra, si vince solo restando a casa, tutelando il nostro prossimo e noi stessi dal subdolo contagio e solo a guerra finita ci renderemo conto dei danni e delle opportunità di riflessione che tanto immobilismo hanno generato nella nostra bella Italia e nel mondo.
Dunque, auguriamoci che le condizioni “dell’armistizio” siano orientate, per tutti i cittadini in egual misura, ad un pieno recupero psicologico ed economico, dove ci siano soluzioni dignitose e paritarie, che siano da vero e proprio volano per l’economia del Paese.
Ancora la speranza, tema ricorrente della nostra attuale condizione, ci fa porre l’accento sul futuro di tante famiglie, che improvvisamente si sono ritrovate senza un reddito che permettesse loro di vivere dignitosamente. Quindi, bisognerebbe conoscere da subito le misure che il nostro governo intende adottare, che siano in primis mirate al sostegno dell’economia, un sostegno a lungo temine, che dia tranquillità alle famiglie, che oggi vivono in un clima di attesa e di abbandono.
Pertanto, per poter ripartire si potrebbe volgere lo sguardo al passato, alle soluzioni vincenti che furono adottate per il nostro Paese all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, come il “Piano Marshal”, che ci permise di ripartire e progredire. Quindi, attraverso iniziative ambiziose, con un nostro novello piano Marshal, rappresentato dall’Unione Europea e dalla sua Banca Centrale, dove messi da parte gli egoismi e i nazionalismi, purtroppo mai sopiti, venga fuori una Unione Europea che sia veramente solidale con tutti i suoi cittadini, e non matrigna come invece oggi la percepiamo. Dobbiamo vincere questa guerra, e la vinceremo.

Alberto Voccia