La raccolta rifiuti non differenziata: di chi è la responsabilità?

Chi paga la “multa” se il sacchetto della spazzatura contiene rifiuti indifferenziati o non rispetta il calendario di raccolta?

Effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti in violazione delle regole può comportare di essere soggetti a una sanzione amministrativa. Un argomento attuale questo, tant’è che diversi nostri concittadini si chiedono, anche ponendo quesiti sui vari social, a chi va inflitta la sanzione in caso di inosservanza del regolamento comunale: al condominio o al singolo condomino che ha commesso la violazione?

A tale quesito cercheremo di dare una risposta con sintesi e senza usare un linguaggio giuridico forense. Questa tematica è stata più volte affrontata dalla giurisprudenza recente di legittimità, la quale ha affermato più volte il principio secondo cui la responsabilità per il mancato rispetto delle regole sulla raccolta differenziata è del singolo condomino e non può essere addossata al condominio in quanto la responsabilità è “personale” perché ciascuno è responsabile della propria azione od omissione.
L’organo accertatore quindi, prima di redigere il verbale di contestazione, deve procedere all’individuazione del soggetto responsabile della violazione.

Di tutt’altra natura è invece nell’ipotesi che il condominio è provvisto di bidoni forniti dal Comune per la raccolta differenziata, per la quale è tenuto a gestire e custodire i contenitori. Spetta, in questo caso, all’amministratore comunicare ai vari condomini le regole da rispettare per l’utilizzo dei contenitori. Ciò posto, in presenza di violazione di legge il condominio è obbligato in solido con il condomino che ha commesso l’illecito amministrativo per il cosiddetto “principio di solidarietà”.

E se il trasgressore del condomino non è stato identificato? Se non è stato possibile accertare il responsabile, possiamo affermare che la sanzione amministrativa elevata a seguito di una condotta illegale di un singolo condomino di cui non si può provare la responsabilità la deve pagare il condominio in quanto soggetto obbligato in solido (solo se il condominio gestisce i contenitori dei rifiuti) e ripartita per millesimi («l’assemblea non può imputarne il costo a chi ritiene responsabile, ma deve ripartire la spesa secondo gli ordinari criteri previsti dalla legge»).

Chi deve pagare la “multa” in famiglia? Nel caso di accertamento di violazione delle regole che disciplinano la raccolta differenziata dei rifiuti, la sanzione amministrativa è inviata al titolare dell’appartamento, cioè colui che paga la tassa sui rifiuti, in quanto si presuppone che questi sia responsabile della tenuta dei bidoni o sacchetti e del loro contenuto. Un principio quest’ultimo che non trova sostegno in giurisprudenza, in quanto è stato ritenuto ingiusto attribuire a un soggetto la responsabilità oggettiva per le condotte eventualmente commesse da altri componenti del nucleo familiare. Questa tesi è sicuramento quella più appropriata, in quanto il titolare dell’appartamento ( una volta veniva indicato per fini anagrafici capo famiglia) non può essere anche responsabile per il comportamento illecito di tutti gli altri conviventi.

Quindi, se l’agente accertatore non riesce a identificare con esattezza la persona che ha violato la legge, la “multa” è illegittima perché essa non deve solo indicare gli estremi della norma violata, ma anche identificare il soggetto colpevole in ragione del principio: “risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l’azione».

Il presente articolo non ha l’ambizione di essere una disquisizione giuridica, ma ha il solo scopo di far capire al cittadino che la raccolta differenziata fatta correttamente è vantaggiosa per l’ambiente e per le proprie tasche, in quanto i costi si abbasserebbero e anche la bolletta della TARI.

Alberto Voccia   A.N.FOR.

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