Una fiaccolata per non dimenticare.

Il IV Circolo Didattico nel plesso Marra Zaffaranelli ha organizzato per il 30 gennaio 2020 alle ore 16:30, nella piazzetta antistante l’ edificio scolastico per commemorare “il giorno della memoria“, una marcia/fiaccolata per non dimenticare.

Questa iniziativa simbolicamente nasce per unirla alla marcia che portò la senatrice Liliana Segre, insieme ad altre migliaia di prigionieri, da Auschwitz nel nord della Germania, per poi essere liberata dagli Alleati.
Le docenti del piccolo plesso che hanno orgonizzato l’evento hanno detto – “in quest’occasione piu’ che fare una cronaca del nostro evento ci piacerebbe fare alcune riflessioni sul discorso della Senatrice Segre al Parlamento europeo. Infatti più che di un discorso, si è trattato di ‘una pietra miliare’. Il suo ragionamento, lucido, pieno di particolari, talvolta riportati con la crudezza dei loro nomi, nonché la ricerca di dialogo, anche semplicemente visivo, con tutti i membri di quel consesso e simbolicamente, con tutto il mondo, costituirebbe materiale di studio e di riflessione per tutti. Il razzismo, anche se da Darwin in poi, si è cercato di spiegare la comune matrice della razza umana è sempre esistito. Del resto anche l’antisemitismo, quindi contro gli ebrei, era un fenomeno presente in tutta Europa già molto tempo prima di Hitler e del nazismo che lo ha cavalcato ed esasperato nel più disumano dei modi.
L’altro è pur sempre il bersaglio comodo, meglio se debole e indifeso. Un bambino di 8 anni può sempre essere un pericoloso nemico da perseguitare, internare e uccidere. Follia? No. La Shoah è stato anche questo”. Le organizzatrici hanno pure aggiunto: “allora la senatrice Segre, ha ragione nel suo discorso quando dice che togliendo la dignità ad una persona la si vuole privare della sua stessa identità, eppure c’è sempre una pulsione vitale che dice ‘avanti, avanti, avanti!’ come è accaduto a lei durante la marcia della morte, che durò settimane e la portò a piedi nudi nella neve da Auschwitz fino al nord della Germania. Chi si accasciava era fucilato sul posto. I giovani dovrebbero sentire questo discorso, comprenderlo: è un inno alla vita e non alla morte, è un braccio disteso in segno di pace e non di odio né di vendetta. La follia che in quei giorni unì in un delirio di massa intere nazioni, non solo la Germania nazista, è sempre dietro l’angolo. L’odio, l’indifferenza sono ancora i sentimenti che accomunano troppe persone ed è trasversale a qualsiasi etnia, credo religioso ma anche politico. Gli uomini dimenticano, l’odio per sua stessa natura è più coalizzante del bene, è totalizzante, dà un piacere immediato a differenza del bene, che ha i suoi tempi, i suoi percorsi, richiede tempi di maturazione nell’animo umano, più distesi. Allora oggi, occorre distinguere, saper riconoscere, anche nei piccoli gesti vicini a noi, i nuovi untori, i nuovi portatori di odio e dire:
‘portatore d’odio hier’. L’alternativa è la sottovalutazione, l’indifferenza, il girarsi dall’altra parte, dire chissenefrega, oppure un più diplomatico ‘è così che va la vita’. La Dirigente prof.ssa Del Gaudio Maria ha detto: “la memoria è cultura è il luogo del passato dove si coltiva il futuro. Riflettere è la vera emergenza! Una marcia serve simbolicamente anche a riflettere”. Numerosa la partecipazione dei bambini e genitori, canti ebraici, girotondi. Presenti pure i Lions sez. dell’Agro, il dott. Emanuele Izzo figlio della compianta Carolina Senatore, cui è intitolata la scuola. Grande commozione. La manifestazione si è conclusa alle 17:30.