DA OLTRE 50 ANNI NEL MONDO DELL’ARREDAMENTO Intervista a Gennaro Acanfora.

La famiglia Acanfora è leader nel settore dell’arredamento da più di mezzo secolo. Per questo abbiamo intervistato l’amministratore dell’azienda “Le Camerette”, il 28enne Gennaro Acanfora.

Come e quando nasce la vostra storia? “Tutto ha inizio nel 1967, quando mio nonno Gennaro Acanfora, figlio di falegname, decise di fare il salto da artigiano a commerciante. Ed anche grazie al boom economico di quegli anni, ha fatto le sue fortune, consacrandosi come imprenditore di successo.Circa 15 anni dopo, mio padre Giovanni Acanfora, appena ventenne, si mise in proprio alla ricerca dell’indipendenza personale. Mio nonno, infatti, era una figura ingombrante in famiglia e le sue maniere forti lo spinsero a voler dimostrare altrove il suo valore imprenditoriale, senza contrapporsi ai floridi affari di famiglia. Da qui la differenziazione e la specializzazione in camerette per bambini e ragazzi”.

Il nome “Le camerette” è marchio di qualità. Cosa vi spinge a continuare per questa strada? “Perché siamo convinti che un’azienda di successo debba trasmettere dei valori positivi. Sappiamo che è la strada più difficile ma è anche l’unica che ci rappresenta.Le persone hanno bisogno di affidarsi a professionisti specializzati che sappiano risolvere le loro necessità.Personalmente ritengo che, in questo macro-contesto di acquisti fai da te, i servizi di qualità rappreseneranno una nicchia di mercato importante.La società andrà ad un ritmo sempre più veloce, dunque avremo sempre meno tempo per noi stessi”.

Scafati è la vostra casa, ma anche una città difficile in un territorio complesso. Quanto è stato coraggioso decidere di restare quì? “Rappresentare questo territorio è importante per noi così come per tutti gli scafatesi. C’è già abbastanza spazio per le lamentele, vogliamo rimboccarci le maniche e produrre scelte vincenti. Le storie di successo hanno il potere d’ispirarci a fare sempre meglio e spero possano accendere una scintilla in tanti altri giovani imprenditori. Viviamo in un mondo globalizzato che ci permette di confrontarci con altre culture, dobbiamo avere coraggio e sfruttare questo vantaggio, acquisendo il meglio che c’è là fuori e rapportandolo al nostro contesto. Mi auguro possa nascere uno scambio positivo di idee per fare della nostra casa una dimora accogliente”.

Quali sono i vostri progetti futuri?
“Ad oggi rappresento la quarta generazione di una famiglia che ha dato tanto all’arredamento. Ho dunque la responsabilità ma anche una grande voglia di fare qualcosa per quest’azienda. Innovare un settore tendenzialmente tradizionalista non è compito semplice ma sono certo che otterremo ottimi risultati perseguendo delle iniziative, in parte, già avviate. Ad esempio, sfruttando i nuovi canali di comunicazione potremo trasmettere il nostro messaggio ad un pubblico mirato e targhettizzato; apportando migliorie tecnologiche faciliteremo l’esperienza del cliente, rendendo la progettazione degli ambienti sempre più realistica e coinvolgente; adottando strategie di remarketing premieremo la fedeltà dei nostri clienti; favoriremo inoltre l’attuazione del passaparola con appositi strumenti e cercheremo di migliorarci sempre, nei vari processi aziendali ma anche come professionisti”.